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Il mio approccio

Come lavoro, in parole semplici.

Guardare la persona dentro le sue relazioni

Il mio orientamento è sistemico-relazionale. Significa che ciò che viviamo non nasce solo dentro di noi: nasce anche nelle relazioni in cui siamo cresciuti e in cui viviamo oggi, in famiglia, in coppia, al lavoro, tra amici. Per questo, quando ti ascolto, guardo sia a te sia alla rete di legami che ti circonda.

L'attaccamento: come impariamo a fidarci

A questa visione integro la teoria dell'attaccamento, che studia come i primi legami con chi si è preso cura di noi lascino un'impronta nel modo in cui, da adulti, ci leghiamo agli altri, chiediamo aiuto e ci proteggiamo. Capire quest'impronta non serve a dare colpe: serve a riconoscere perché certe situazioni si ripetono e come possiamo viverle diversamente.

Ruoli e storie che arrivano da lontano

A volte portiamo con noi ruoli e aspettative nati molto prima: prenderci cura degli altri prima che di noi, non riuscire a dire di no per paura di deludere, mostrare una maschera di efficienza quando dentro siamo stanchi. Sono modi di adattarsi che un tempo hanno avuto un senso e che oggi possono pesare. Insieme proviamo a riconoscerli e a scegliere cosa tenere e cosa lasciare andare.

Anche il corpo racconta

Le emozioni non abitano solo nei pensieri: si sentono nel respiro, nella tensione, nell'agitazione. Quando serve, lavoro anche su ciò che avverti nel corpo, con tecniche di radicamento e di regolazione che aiutano a ritrovare calma e sicurezza.

La relazione tra noi come base sicura

Credo che il cambiamento nasca dentro una relazione di cui ci si può fidare. Il mio compito è offrirti uno spazio sicuro, senza giudizio, in cui puoi andare al tuo ritmo e dire anche ciò che di solito taci.

Gli strumenti che posso usare

  • Il genogramma: una mappa della tua famiglia su più generazioni, per vedere legami, ruoli e storie che si ripetono.
  • Le sculture relazionali: una rappresentazione nello spazio delle distanze e dei ruoli nelle relazioni, che si può adattare anche alla videochiamata.
  • Il Focusing e le tecniche di stabilizzazione: per ascoltare ciò che senti nel corpo e ritrovare equilibrio.
  • La scrittura espressiva: per esempio la lettera mai spedita, per dare parole a ciò che non si è potuto dire.
  • Interviste sull'attaccamento: quando utili, per capire meglio il tuo modo di legarti agli altri.

Non li uso tutti con tutti: scegliamo insieme ciò che ha senso per te.

E online?

Lavoro in videochiamata. Le ricerche sugli interventi psicologici a distanza non mostrano, in generale, risultati inferiori rispetto alla presenza, e anche strumenti nati per l'incontro in studio possono essere adattati allo schermo. Per molte persone, poter stare nel proprio spazio, senza spostamenti, rende più facile iniziare.

Ogni percorso è personale: non esistono formule uguali per tutti. Il primo contatto serve anche a capire se questo modo di lavorare fa per te.

Vuoi conoscermi?

Il primo contatto è una breve chiamata gratuita di 15 minuti, per capire insieme se posso esserti utile. Scrivimi, senza impegno.

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